Ci sono canzoni che ti sbattono addosso il tuo passato, canzoni che non senti da anni o che magari non hai mai sentito ma che senti di avere dentro lo stesso e che ti portano indietro nel tempo, in un’atmosfera che conosci e che vorresti non ti sfuggisse dalle mani; sensazioni a cui ti aggrappi perché portano verso di te emozioni di un tempo che è stato e che vorresti riassaporare.
Ci sono momenti in cui una canzone ti solleva dalla realtà nella quale ti trovi per condurti su un’altra dimensione, più alta e sospesa. La musica in questo ha una forza incredibile. Perché un insieme di note e una voce possono farti tornare alla mente un pezzo della tua vita passata, concentrato in pochi attimi fatti di emozioni pure e concentrate. Momenti in cui sembra che tutto sia possibile. Ho sempre pensato che l’applicazione Shazam sia una delle invenzioni più geniali degli ultimi anni… perché ti permette di ingabbiare quel suono e quel momento, quel ricordo, dandoti la possibilità di ricordarne il titolo, di replicarlo subito dopo la sua conclusione, allungando quindi quell’attimo di vita passata e vissuta e tenendolo sospeso davanti a te grazie alla tecnologia… potenzialmente all’infinito. La magia del primo attimo in cui riaffiorano certe emozioni è unica e sfuggente, ma già il fatto di poter godere di un surrogato di quella bellezza e di quell’emozione dà un grande sollievo.
Perché forse è proprio di sollievo che abbiamo bisogno, in certi momenti.
È un po’ come quando si fa un sogno bellissimo e, una volta aperti gli occhi, ci si rende conto che era irreale e si vorrebbe con tutte le nostre forze farlo rivivere. Si vorrebbe continuare il sogno, rientrare in quella vita interrotta che ci piaceva tanto di più, forse perché accanto a noi c’era una persona che ora non c’è più, forse perché tutto era diverso, forse perché le cose andavano bene mentre nella nostra vita… non sempre va tutto come vorremmo.
Mi capita spesso che quando sono sul divano, mentre guardo un film, durante una scena particolarmente significativa parta un brano che si insinua nella mente risalendo come un brivido su per la schiena.
In quei momenti si entra in una dimensione diversa, altra e alta, trascinati da ricordi ed emozioni.
Si pensa spesso a un viaggio fatto, a un’emozione provata, alla spensieratezza di un momento forse irripetibile. Credo che a volte il fatto che ci si commuova, in uno di quegli attimi, derivi dal fatto che la nostra mente sappia che quel momento è fugace, che sta per finire insieme alla scena di quel film. E nell’incapacità di trattenerlo lo lascia andare via così, scivolando lungo le nostre guance e lontano dai nostri occhi.
A volte, guardando un film, insieme all’emozione per quella canzone entrata nella mia vita insieme a quella scena, mi vengono in mente tutte le vite che avrei potuto fare e che non sono riuscito a fare.
Non la vivo come un fallimento, ma come l’immensità delle possibilità che il mondo sembra metterci davanti ogni giorno, senza forse che noi riusciamo ad afferrarle. Sono le vite possibili. A un palmo di mano, eppure inafferrabili.
Si rivivono alcuni attimi del nostro passato e ci si chiede come sarebbe andata se quella volta…
Se quella volta fosse andata in maniera diversa.
Si vorrebbe evadere da una vita che spesso ci sembra uguale a se stessa e che vorremmo invece più viva, più ricca, più varia. Ma si rimane spesso impigliati nella quotidianità, nella ciclicità, che con un moto perpetuo ci porta avanti quasi come se una mano ci spingesse da dietro e ci impedisse si fermarci.
Ma a volte ci si ferma, a volte quella mano riusciamo a bloccarla e sentiamo un moto d’animo che ci sposta da quella traiettoria. Forse è lì che scegliamo, forse sono quelli i momenti in cui avvengono i cambiamenti più importanti. La maggior parte delle persone riprende a camminare sullo stesso sentiero segnato e avviato, mentre alcuni hanno la forza e lo spirito di ridisegnare la strada. Io credo che in tutti quei momenti ci sia in sottofondo, nel più profondo di noi, magari impercettibilmente, una canzone a fare da colonna sonora a quell’attimo della nostra vita.
Capita che a volte, mentre sono sul divano intento a guardare un film, durante una scena particolarmente significativa, parta un brano che si insinua nella mente risalendo come un brivido su per la schiena. E riconosco quella canzone, quel brano che fa parte ormai della colonna sonora della mia esistenza.
Se lo ascoltassi con Shazam potrei fissarlo per sempre.
Passa un attimo, lo salvo e ne faccio una playlist. Si chiamerà Le vite possibili.

Ciao Marco, sì, condivido molto… ci sono canzoni così, è quasi inspiegabile cosa si prova. Una definizione non c’è… in portoghese c’è la bella parola saudade in italiano non c’è nulla… per me una canzone così è “Santa Lucia” di Francesco De Gregori. Ti abbraccio e ascolterò la Playlist con vicinanza…
Rossella
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Sarà un piacere sentirti vicino… un grande abbraccio
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Qual è la tua canzone preferita?
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Ciao, difficile indicarne una, forse sono proprio un insieme di brani, come in una playlist. Ma dipende molto anche dai periodi della vita… alcuni pezzi entrano, altri escono…
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Lui ci ha regalato tante canzoni bellissime e indimenticabili: https://wwayne.wordpress.com/2018/12/22/i-10-film-piu-belli-che-ho-visto-nel-2018/. Sei d’accordo?
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Decisamente. Fra i miei preferiti c’è anche Ennio Morricone, ma dipende molto dagli stati d’animo e dai periodi delle vita, come scrivevo più sopra.
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