Quello che ci insegna la finale di tennis di Wimbledon fra Sinner e Alcaraz va al di là del semplice risultato sportivo.
Quello che ci dice quell’incontro, oltre il punteggio, oltre il premio, oltre il trofeo – il più importante al mondo per un tennista – è che sugli spalti e dietro agli schermi, silenzioso ma forte, c’è un desiderio non comune di semplicità. E, ancor più forte e prorompente, di onestà. Continua a leggere