cultura/libri

Leggere non è peccato

Leggere non è peccato, semmai è peccato non leggere. Bisogna far passare il messaggio che leggere è bello; anzi, che leggere è figo. | Silvia e Nadia

Mi sono imbattuto in questa dichiarazione leggendo un post nel blog di Silvia Algerino. Silvia racconta come in realtà l’idea sia venuta alla sua amica Nadia Banaudi, che nel suo blog aveva lanciato questa divertente provocazione.

Già alla parola leggere la mia attenzione era stata conquistata, tanto è grande il mio amore per i libri e la lettura; ma leggendo i due articoli mi sono convinto in un attimo a prendere parte a questo divertente gioco estivo, che vuole essere una sorta di stimolante campagna a favore della lettura. In un Paese come il nostro in cui si legge sempre meno mi è sembrata un’ottima idea la proposta di gettarsi nell’affollata mischia dei giochi estivi, provando a sottrarre terreno agli onnipresenti e onnipotenti smartphone e provare così a restituire ai libri l’interesse e il fascino che indubbiamente meritano. Perché leggere non solo è bello, ma fa anche bene alla nostra mente e alla nostra capacità di interpretazione del mondo che ci circonda.

Leggere non è peccato - il gioco più libroso dell'estate

Leggere non è peccato – il gioco più libroso dell’estate

Qui potrete trovare le istruzioni per partecipare a questo stimolante gioco culturale. Ora è il momento che io prenda parte attiva al gioco e che risponda alle domande di Nadia e Silvia.

Quali sono i 3 motivi che ti spingono a leggere?

Leggo prima di tutto per un’insaziabile sete di conoscenza, la stessa che l’uomo ha impressa nel suo gene, incisa da sempre nel suo dna. Poi leggo perché amo viaggiare e dato che quasi mai posso farlo davvero (non come vorrei), aprire un libro è il miglior modo per scoprire il mondo, conoscere Paesi nuovi, città lontane, culture diverse. Infine leggo perché amo la sospensione dalla realtà che la lettura concede alla mente: ancor più di un film, che fornisce un punto di vista altro ma fisso, la lettura apre infiniti e mutevoli orizzonti, tra loro sempre diversi. Come la notte, la lettura ci concede una tregua, una pausa dal mondo reale; ci permette di vivere più vite, altre e diverse, concedendoci una pausa salvifica dalla nostra esistenza, un’evasione dalla realtà.

Quali sono i 3 libri che consiglieresti a chi non legge?

Se dovessi consigliare 3 libri in senso assoluto Dostoevskij avrebbe un ruolo centrale, ma trattandosi di consigli da dare a chi non legge non c’è dubbio che consiglierei: Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e Il nome della rosa di Umberto Eco.

Quali sono le 3 azioni che identifichi con il peccato?

Per rispondere a questa domanda si esce necessariamente dall’ambito letterario, poiché come abbiamo detto certamente leggere non è peccato! Per me la parola peccato ha un retaggio più civico che religioso; ha a che fare più con la morale e la dignità; è un giudizio terreno, più che ultraterreno.
È un grave peccato inquinare l’ambiente, soprattutto quando questo avviene in maniera deliberata e consapevole: è peccato perché si danneggia profondamente non solo il pianeta, ma soprattutto il futuro delle nuove generazioni. È peccato ogni forma di violenza sulle donne, senza che sia necessario aggiungere altro. È peccato infine non avere rispetto: rispetto per sé stessi, rispetto per gli altri, rispetto per le cose materiali, ma anche per le idee, per le opinioni, per i sentimenti, per le religioni, per gli orientamenti sessuali o politici. Ecco, credo che la mancanza di rispetto sia il più grave fra tutti i peccati, perché è da questa mancanza, da questo principio base di convivenza civile, che si originano molti drammi della nostra società.

La lettura può fornire in questo senso un importante contributo, insegnando a confrontarsi col mondo, con le esperienze e con le vite degli altri, con le culture e le storie di altri Paesi che, per quanto diversi e lontani, si svegliano ogni giorno sotto lo stesso sole, sotto la stessa luce. Un libro, un buon libro, non ha mai confini: li supera.

 

5 thoughts on “Leggere non è peccato

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